I titolari, i fratelli Schacher, hanno dedicato alla nostra Tenuta un tempietto. Con tutta la “verticale”. È un grande successo.
Passione e capacità hanno consentito a Walter e Riccardo Schacher di raggiungere nella cantina del loro albergo e ristorante di Moena, il “Foresta”, due primati nell’enologia trentina: l’unica cantina provinciale a poter offrire tutte le case ufficiali trentine produttrici di vini, spumanti, grappe, vini dolci e, di ciascuna di esse, ogni etichetta. Il secondo primato, una autentica chicca, è l’unica cantina (se sbagliassimo avremmo il piacere di essere smentiti) a possedere tutte le annate, dal 1982 in poi, della nostra casa, la San Leonardo, cui è stata dedicata, altra chicca, un piccolo “tempio”. È stato difficilissimo - garantisce Walter Schacher - poter acquistare la verticale”. “Ma una volta raggiunta - prosegue orgoglioso - abbiamo ritenuto di dare una degna cornice. Ecco, dunque, che l’architetto Ernesto Sieff, fiemmese, ha disegnato una nicchia di circa 30 metri quadrati, un tempietto dove esponiamo unicamente il San Leonardo e i suoi fratelli minori (Villa Gresti e Merlot)”.
Ai lati di un ghiaino bianco e con sullo sfondo una statua di San Leonardo, le pareti, illuminate a stelline bianche, ospitano le bottiglie in un’atmosfera austera e classica che l’ascolto della descrizione autobiografica del San Leonardo, registrata su nastro, rende suggestiva.
Ma prima del “Sancta Sanctorum”, un video sulla porta d’ingresso commentato dallo stesso Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga mostra al visitatore la Tenuta, la vita della nostra casa vitivinicola nelle diverse stagioni. Si entra dunque in questa nicchia di grande enologia con l’informazione adeguata per poter apprezzare meglio la carrellata della verticale in un’arnia, perfetta riproduzione di quella esistente da noi qui a Borghetto, “Ci è sembrato doveroso ma anche elegante - commentano Walter e Riccardo - riservare un privilegio simbolico al vino che le classifiche più attendibili nazionali e internaizonali classificano come il migliore del Trentino e uno dei più prestigiosi tra quelli italiani”.
E al di là della soddisfazione professionale della Tenuta nel constatare che questo ristorante, tra i più celebri di tutta la Val di Fiemme e Fassa - valle considerata la zona gastronomica trainante di tutto il Trentino - abbia riservato ai nostri prodotti questo privilegio, al di là di ciò, si diceva, è benaugurante per tutta l’enologia locale che ci sia chi ha promosso un’iniziativa così interessante.
Va sottolineato anche che i due primati dei fratelli Schacher si inseriscono su uno scenario turistico, le Dolomiti, tra i più belli del mondo, laddove (si pensi a Cavalese, Predazzo, Moena, Canazei con i loro splendidi panorami) non è infrequente siano ospti personaggi del jet set nazionale ed europeo. Nasce di qui, - ove si pensi che comunque i vini esposti sono anche in vendita - una delle più immediate e interessanti vetrine per l’enologia trentina. Per dare poi allo spettatore, visitatore e potenziale acquirente una testimonianza geograficamente corretta, i fratelli Schacher hanno organizzato l’esposizione dei vini suddividendola per zone omogenee di produzione e assemblando le relative bottiglie in ciascuna aula alla cui entrata vi è una scheda illustrativa delle caratteristiche organoelettriche di quei vini. Non solo, ma, come ulteriore prova di professionalità, hanno reso questa testimonianza anche “asportabile” attraverso un dvd della cantina in generale e del “Sancta Sanctorum” in particolare. Lo hanno commissionato ad Enrico Costanzo, un documentarista e regista professionista, collaboratore dei grandi nomi nazionali (da Piero Angela a Licia Colò) i cui lavori molto spesso vengono proiettati sulle reti nazionali della Rai e Mediaset. Tra una totale e un primissimo piano, tra il roteare di un rosso in un calice e l’inquadratura di una delle tante etichette d’autore il breve filmato mostra Walter Schacher che illustra ad un’elegante signora alcuni vini.
I numeri? Alle pareti dei 200 metri quadrati “dormono” oltre 6.000 bottiglie di 130 produttori per un totale di 490 etichette. La temperatura è costante di 18 gradi. Anche l’umidità è costante. Le “arnie” sono in abete e le piccole “aule”, accoglienti, sono arredate di tavoli della cultura ladina per un brindisi. Non poteva mancare una piccola biblioteca sui vini, la descrizione delle zone, la storia le curiosità. Ad esempio, pur con la defezione che i fratelli Schacher sperano di colmare presto, nella grande sala regina della cantina fanno bella mostra di sé le bottiglie di grande portata: Huitieme.